SPECIAITA’ CULINARIE

 Le specialità culinarie reggiane

Parmigiano Reggiano
Il Parmigiano-Reggiano è un noto formaggio dell’Italia settentrionale a pasta dura di cui è considerato il più rappresentativo. Si tratta di un prodotto a Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.). Solo il formaggio prodotto secondo le regole raccolte nel Disciplinare di produzione può fregiarsi del marchio Parmigiano-Reggiano. L’ambiente geografico protetto comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.
Qualche ricetta per gustare questo meraviglioso prodotto? Scoprila! http://www.parmigiano-reggiano.it/come_gustarlo/ricette/default.aspx Altre curiosità sempre sul sito: http://www.parmigiano-reggiano.it/come_gustarlo/analisi_sensoriale/default.aspx

L'ErbazzoneL’erbazzone è una tipica specialità gastronomica reggiana. In dialetto viene chiamato scarpasòun, o scarpazzone italianizzato, perché, nella sua preparazione, le umili famiglie contadine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola. Lo scarpazzone è quindi “di stagione” da fine giugno a fine ottobre, il periodo di crescita delle bietole. L’erbazzone in pratica è una torta salata composta da un fondo di pasta ripieno per due centimetri con un impasto di bietole lesse (a volte unite con spinaci lesse), uovo, scalogno, cipolla, aglio e tanto Parmigiano-Reggiano. Viene poi richiuso con un altro strato di pasta cosparso di lardelli o pezzetti di pancetta e punzecchiato con la forchetta. Variazioni recenti prevedono l’uso della pasta sfoglia o la ricotta nell’impasto.

Lo gnocco fritto Lo gnocco fritto, denominazione tipica nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è un prodotto alimentare italiano tipico dell’Emilia di origine longobarda il cui nome varia da un’area all’altra. Per quanto riguarda la sua preparazione, dapprima viene preparato un impasto di farina di frumento, sale, strutto e lievito. Dopo la lievitazione, la pasta viene ridotta in una sfoglia alta pochi millimetri (da circa 2 a 6) e tagliata in rombi di circa 10 cm di lato, che vengono fritti secondo la tradizione in abbondante strutto bollente.
La pasta viene quindi fritta (normalmente circa un minuto per lato) e si gonfia formando una “pancia”. Lo gnocco fritto può essere gustato dopo averlo riempito con affettati, lardo e formaggi.

I Tortelli verdiI tortelli verdi sono un piatto tipico dell’Emilia e dell’area reggiana in particolare.
Si tratta di una minestra asciutta di involtini di sfoglia all’uovo ripieni di un impasto (detto pesto) composto da spinaci o bietole verdi anche in abbinamento con aromi, condimento, formaggio e ricotta. Il ripieno viene avvolto in una sottile sfoglia di uova e farina formando dei piccoli rettangoli di dimensione massima come una carta di credito e minima come la sua metà. La classica preparazione reggiana “impone” che i tortelli siano conditi soffregando un pezzo di burro su ogni strato degli stessi cotti e posti nella zuppiera (o ne nel piatto se è una preparazione singola) cospargendo poi di formaggio parmigiano-reggiano stravecchio. Volendo, si possono condire anche con burro fuso, tenendo presente che risulteranno meno delicati e si dovrà utilizzare una maggiore quantità di burro. Sempre il formaggio grattugiato, sopra.